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Il dramma della solitudine nel vivere la Lazio

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Il dramma della solitudine nello sport: un atto d’amore che rischia di ferire la Lazio È difficile, per un uomo di sport di 75 anni, tifoso laziale da una vita e giocatore di un calcio che oggi non esiste più, parlare apertamente dei sentimenti che prova. Ho vissuto mille storie negative della Lazio , sconfitte dolorose, stagioni difficili, illusioni spezzate. Ma ciò che sta accadendo oggi è diverso. Il dramma e la solitudine nello sport non si possono accettare. La protesta e la petizione L’iniziativa della petizione e la successiva protesta hanno avuto un impatto forte. Sappiamo tutti cosa è avvenuto prima e dopo il calciomercato . Sappiamo delle cessioni, delle aspettative disattese e del malcontento crescente. Ma bisogna anche ricordare le parole di Maurizio Sarri nelle numerose interviste: parlava di un’annata di transizione, di costruzione, di un progetto basato su sette o otto elementi fondamentali su cui edificare una squadra stabile nelle competizioni europee. Que...

La Lazio ha molto da imparare

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Como 1907: dalla rinascita al sogno globale dei fratelli Hartono. E la Lazio cosa deve imparare? Una storia iniziata nel 1907 e riscritta nel 2024 Il Como 1907 nasce ufficialmente nel 1907 e attraversa oltre un secolo di storia calcistica tra successi, cadute e ricostruzioni. Dopo vari passaggi di proprietà, il momento più drammatico arriva nel 2016 , quando il club fallisce e riparte dalla Serie D . È l’inizio di una nuova fase. Nel 2019 entra in scena una proprietà completamente diversa dal passato: i fratelli Hartono . Da quel momento il Como non è più soltanto una squadra provinciale, ma diventa il fulcro di un progetto imprenditoriale internazionale . Nel 2021 arriva la promozione in Serie B. Nel 2024 il capolavoro: il ritorno in Serie A . Una scalata pianificata, costruita con metodo, capitale e visione. Chi sono i fratelli Hartono? I fratelli Budi e Michael Hartono sono tra gli uomini più ricchi del pianeta. Secondo Forbes , guidano un impero economico costruito su: In...

Quando una capra salvava una vita!

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Quando una capra salvava una vita Ci sono immagini che ci mettono a disagio. Non perché siano violente, ma perché ci costringono a guardare il passato con occhi diversi. Una di queste risale al 1927 e mostra un neonato allattato direttamente da una capra. Oggi può sembrarci insolita, persino sconvolgente. All’epoca, però, era semplicemente una questione di sopravvivenza . Un mondo senza alternative Prima dell’arrivo del latte artificiale , delle banche del latte materno e di reparti di maternità accessibili , molte famiglie erano costrette ad arrangiarsi con ciò che avevano. Nelle campagne italiane ed europee del primo Novecento, l’ospedale poteva trovarsi a ore di distanza, spesso irraggiungibile. La mortalità infantile era altissima: freddo, infezioni e denutrizione erano nemici quotidiani. Per avere un riferimento istituzionale, puoi consultare anche i dati e gli approfondimenti pubblicati dall’ ISTAT sul tema della demografia e della mortalità storica. Perché proprio...

Abbiamo ancora tempo per gli amici?

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Abbiamo ancora tempo per gli amici? La risposta sembra scontata, ma non lo è affatto. Tutti diciamo che l’ amicizia è fondamentale, che senza gli amici la vita perde colore, eppure sempre più spesso ci ritroviamo a rimandare, a cancellare appuntamenti, a dirci “ci sentiamo presto” sapendo che quel presto potrebbe diventare mesi. Nella vita adulta il tempo libero non scompare del tutto, ma si frammenta. Diventa stanchezza, diventa recupero, diventa divano. E in questo spazio ristretto le amicizie, paradossalmente, finiscono per essere considerate un lusso anziché una necessità. Secondo diverse ricerche recenti, l’amicizia rimane la relazione più importante per molte persone, soprattutto tra i giovani adulti. Tuttavia, il tempo realmente dedicato agli amici è drasticamente diminuito rispetto alle generazioni precedenti. Non perché manchi l’affetto, ma perché manca l’energia mentale per coltivare relazioni profonde. Il paradosso della connessione continua Viviamo nell’epoca de...

L’acqua scorre sempre verso il basso. O forse no?

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L’acqua scorre sempre verso il basso? L’acqua scorre sempre verso il basso. È una delle certezze più solide che impariamo fin da bambini. Una legge naturale che sembra intoccabile, universale, definitiva. Eppure, nel cuore dell’Italia, esiste un luogo dove questa certezza vacilla. Un luogo in cui, oltre duemila anni fa, i Romani riuscirono a far compiere all’acqua qualcosa che ancora oggi appare incredibile: salire verso l’alto . Siamo ad Alatri , in provincia di Frosinone, una città antichissima, costruita in pietra, dove il tempo sembra essersi fermato. Qui si trova uno degli esempi più affascinanti dell’ingegneria romana: un antico acquedotto che sfida l’intuizione comune e racconta una storia di intelligenza, osservazione e profonda conoscenza della natura. Un’opera romana che sembra impossibile L’acquedotto di Alatri fu realizzato alla fine del II secolo a.C. dal censore Lucio Betilieno Varo . In un’epoca priva di elettricità, motori o pompe meccaniche, i Romani riusciro...

Ernest Shackleton: la spedizione che fallì e divenne leggenda

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Ernest Shackleton: la leggenda Ci sono imprese che entrano nella storia per ciò che conquistano. E poi ce ne sono altre, più rare, che diventano leggenda per ciò che riescono a salvare. La storia di Ernest Henry Shackleton appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Non perché abbia raggiunto un traguardo geografico mai toccato prima, ma perché riuscì in qualcosa di infinitamente più difficile: riportare a casa vivi tutti i suoi uomini dopo uno dei peggiori disastri della storia dell’esplorazione polare. Shackleton nacque nel 1874 e fu uno dei protagonisti assoluti della cosiddetta “epoca eroica dell’esplorazione antartica” , un periodo in cui uomini senza tecnologia moderna, senza satelliti e senza comunicazioni affidabili si spinsero nei luoghi più inospitali del pianeta guidati solo da bussola, coraggio e intuito. Tra questi uomini, Shackleton emerse per una qualità rara: la capacità di prendere decisioni umane in condizioni disumane. Il suo nome è legato indissolubi...

Lo stadio vuoto, il silenzio che urla e la frattura insanabile tra Lazio e società

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Lo stadio vuoto, il silenzio che urla e la frattura insanabile tra Lazio e società Non c’è dubbio: gli ultimi avvenimenti hanno colpito nel profondo l’anima del popolo laziale. Non solo i tifosi storici, ma anche le giovani aquile , quelle generazioni cresciute con racconti di stadi pieni, coreografie leggendarie e notti europee, si sono ritrovate davanti a uno scenario surreale: uno stadio vuoto , forse persino più deserto di quanto non fosse nei giorni più duri del Covid. Una scena che ha fatto il giro del mondo, diventando un fatto internazionale . Non per violenza, non per caos, ma per la sua forza simbolica . Una protesta accogliente, civile, composta. Una contestazione senza sbavature, che ha messo in risalto la maturità e la dignità del tifo organizzato, capace di lanciare un messaggio fortissimo senza alzare la voce. Queste manifestazioni, però, non sono mai semplici. Sono processi lunghi, complessi, pieni di ostacoli. Anche perché all’interno della stessa curva convivon...

Il Pinguino della Nord: il simbolo che racconta il gelo tra tifosi e società

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Il Pinguino della Nord: il simbolo che racconta il gelo tra tifosi e società Negli ultimi giorni è nato un simbolo potentissimo , spontaneo, popolare, impossibile da ignorare. Un simbolo che non nasce in una sala stampa, non viene studiato da un’agenzia di comunicazione e non ha bisogno di spiegazioni. Si chiama Il Pinguino della Nord . Un pinguino che entra in uno stadio vuoto, si ferma sotto la Curva Nord e tiene in mano uno striscione con una scritta semplice e diretta: “ Lotito vattene ” . Non urla. Non provoca. Non compie gesti eclatanti. Resta fermo. E proprio in quell’immobilità racconta tutto: il gelo, la distanza, il silenzio assordante che oggi separa i tifosi dalla società. Perché il Pinguino della Nord è un simbolo così potente La forza del Pinguino della Nord sta nella sua semplicità assoluta . Non serve interpretarlo, non serve spiegarlo: lo capiscono tutti al primo sguardo. È una protesta che riesce a essere allo stesso tempo: ironica visiv...

Olimpiadi Milano-Cortina: sono davvero sostenibili?

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Olimpiadi insostenibili: Milano-Cortina 2026 tra promesse green, costi crescenti e territori sotto pressione Milano-Cortina 2026 viene raccontata come l’Olimpiade della sostenibilità, dell’equilibrio tra sport e ambiente, del rispetto dei territori. Ma scavando sotto la superficie delle dichiarazioni ufficiali, emerge un quadro molto più complesso, fatto di costi in aumento, cantieri invasivi, consumo di acqua ed energia e comunità locali che denunciano di non essere state realmente coinvolte nelle decisioni. Il dossier “Olimpiadi insostenibili”, pubblicato su Internazionale , solleva interrogativi profondi che meritano attenzione, soprattutto oggi, mentre i lavori procedono e il conto economico e ambientale continua a crescere. La narrazione ufficiale e la realtà dei cantieri Nel linguaggio istituzionale ricorre spesso la parola “legacy” : l’eredità positiva che i Giochi dovrebbero lasciare ai territori. Tuttavia, in molte aree alpine coinvolte, la percezione è opposta. A Co...